Non ascoltare i tuoi alibi

Non ascoltare i tuoi alibi

“Non trovare scuse!” Quante volte te lo sei sentito dire?

Quante volte, quando dobbiamo iniziare una dieta, diciamo: “inizio lunedì, per ora mi concedo tutto.” Oppure quando troviamo delle scuse per non far fatica: “oggi prendo l’ascensore invece di salire le scale perché sono stanco, e poi si trovava già al piano zero!”

Quante volte mi sono sentita dire da chi ha delle capacità che vorrebbe usare per realizzare un sogno nel cassetto ma non riesce a portarlo avanti: “sai, io  non ho tempo”,  “devo dare priorità ai figli”, “ho una carriera che non mi permette di dedicarmi a ciò che mi piace”, o “sono troppo stanco/a la sera per fare altro”, o ancora “alzarmi la mattina presto mi pesa”, per continuare con“quelle capacità non mi danno da mangiare”, “lo farò domani”, “ poi vediamo”.  

Ascolto sempre con molta attenzione queste risposte, e capisco chi mi sta di fronte, perché so che la vita ci pone davanti tante difficoltà e scelte da fare, ma so anche e posso dirlo ormai ad alta voce che sono scuse, alibi, causati dai tanti blocchi dentro di noi, blocchi mentali ed emotivi e dai contesti in cui ci troviamo. E’ colpa del tuo cervello.  Sì, perché le Neuroscienze hanno dimostrato che il tuo cervello è pigro, non ama fare fatica, è abitudinario, e cerca le strade più facili per sprecare il meno possibile energia.

Da bambina sognavo di diventare una grandissima ballerina, ho studiato danza per diversi anni, ma poi ho rinunciato al mio sogno quando mi sono fatta male e ho deciso di smettere. E lì mi sono fermata, non sapevo più cosa poter fare da quel momento, dopo aver sperimentato una profonda delusione. Ho portato avanti i miei studi (scelti senza esserne pienamente convinta) e nel frattempo ho cominciato a lavorare per non pesare troppo sui miei genitori, che facevano tantissimi sacrifici per dare a me e mio fratello un futuro migliore del loro. E allora ho abbandonato qualsiasi mio sogno, non pensavo neanche a ciò che desideravo davvero, mi sono fatta in quattro per riuscire ad essere indipendente, perché era quella la priorità. Poi ho raggiunto i traguardi più belli: ho trovato l’amore, ho ricevuto in dono due figlie meravigliose, ma ad un certo punto senti che ti manca qualcosa, che la tua vita non è ancora completa, piena di senso rispetto alla tua identità, come se mancasse un pezzo nel puzzle.

E allora non ci sono più alibi, ad un certo punto devi ascoltare quella vocina dentro di te, che ti dice che la vita non è solo andare a scuola, lavorare, sposarsi, fare figli e dedicarsi ogni tanto al volontariato. La vita è un dono prezioso che ci dà l’opportunità di apprendere lezioni, costruire qualcosa di importante per noi e per gli altri,  offrendoci l’occasione di esplorare la bellezza di questo pianeta, così meravigliosamente ricco di fascino e magia.

Quando sento dire che “sono troppo vecchio per cambiare” percepisco quanti limiti ci poniamo nel decidere di cambiare vita. Mi rendo conto dei blocchi mentali che abbiamo costruito, e molto spesso non per colpa nostra, ma a causa dell’ambiente in cui siamo vissuti e di ciò che abbiamo assorbito da coloro con cui abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo.

Qualche anno fa ho avuto l’onore di conoscere un signore di 80 anni, il Signor Jo, che è diventato il mio modello: era un uomo molto attivo, si svegliava presto ogni mattina, bagnava con cura il suo vastissimo giardino all’inglese tenuto alla perfezione da lui stesso, era curioso, intraprendente, pieno di gioia. Anche lui, come tante persone, aveva attraversato nella sua vita mille difficoltà, dal non avere i soldi per costruire la sua casa al perdere la sua amata moglie. Ma non si è dato mai per vinto, ha ricostruito la sua vita più volte: quando l’ho conosciuto, da qualche anno aveva ritrovato l’amore, aveva fondato una società che si dedicava allo sport per i bambini, girava l’Italia per tenere i corsi per insegnanti di questa disciplina sportiva. Ecco, lui era un uomo che non aveva alibi, non aveva scuse, ed è riuscito a portare avanti i suoi sogni, con amore e dedizione, con gioia ed autenticità, assaporando ogni momento con gratitudine, e senza mai pensare che fosse troppo vecchio per imparare qualcosa di nuovo.

(il giardino curato dal Signor Jo)

Voglio lasciarti questo compito: quando stai per darti delle giustificazioni su qualcosa che continui a rimandare, fermati e riconosci che si tratta di un alibi, anche se in quel momento quella motivazione può avere un senso. Chiediti:

Se rimando questa cosa, cosa può succedere?

Ti auguro di poterti guardare indietro e dirti che nella tua vita non hai ascoltato i tuoi alibi.

Buona vita!

Cinzia Sgarlata

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